Superbonus 110%: fondi esauriti, cosa accade ora?

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I fondi pubblici destinati al superbonus 110% sono esauriti. A maggio 2022 le risorse messe a disposizione del Governo risultavano già indisponibili. Cosa accadrà ora? Cerchiamo di capire cosa succederà a chi ha già iniziato i lavori e chi invece ha avviato le procedure.

Gli italiani richiedono i fondi pubblici per il Superbonus 110%, ma sono terminati. Quindi cosa succede a quei contribuenti che hanno già avviato i lavori, eventuali stanziamenti e quali conseguenza ci saranno per chi ha già avanzato la richiesta? Proviamo a far chiarezza prima di tutto su questo problema, tenendo in considerazione che la normativa è sempre in evoluzione.

Fondi superbonus 110% esauriti

Quanto riportato dall’Enea, organismo attraverso cui vengono inviate le richieste di agevolazioni legate agli immobili e ai relativi interventi, le richieste che sono state presentate entro fine maggio hanno raggiunto la cifra record di 33 miliardi di euro stanziati dal Governo. Dunque, da adesso in poi, le erogazioni per il superbonus 110% sono bloccate, anche se molti organi territoriali stanno lavorando per ottenere nuovi fondi. Nonostante ciò, non ci sono certezze in merito e sembra difficile immaginare uno stop ai fondi da un giorno all’altro. A questo punto, è probabile che si miri ad una soluzione intermedia: inserire un finanziamento nella prossima manovra di finanza.

Secondo il report di Enea, i lavori edilizi che hanno accesso al superbonus continuano a crescere di circa 3 miliardi ogni mese, con buona parte riguardi villette unifamiliari, a scapito dei condomini.

Ulteriori informazioni sul report Enea

Come muoversi per le richieste già avviate al superbonus?

Cosa succede, dunque, a chi ha già avviato le richieste e non ha ancora ricevuto i fondi? Si deve prima individuare la situazione tra i possibili scenari esistenti.

Non dovrebbero esserci problemi per chi ha già avviato i lavori di ristrutturazione a seguito delle autorizzazioni ricevute dall’Enea, con un rifinanziamento atteso. Le banche si sono già impegnate con vari contratti di cessione del credito, dunque non sembrano esserci ripensamenti. In caso contrario, molte famiglie e imprese potrebbero essere messe seriamente in difficoltà. Scenario improbabile.

Per le imprese, invece, se il contratto è stato firmato e si è in attesa del via libera della banca, è possibile bloccare la procedura e attendere novità in materia di superbonus. In questo modo, le parti possono risolvere il contratto oppure il privato può comunicare all’azienda la volontà di recedere dai lavori. Questo lo scenario più diffuso e probabile.

Se i lavori sono già iniziati e manca la concessione del credito bancario, possono esserci diversi scenari: se la ditta ha anticipato i fondi per iniziare i lavori, sarò lei a decidere se continuare o bloccare il cantiere. Il condominio, o la famiglia, sarà risarcito solo se è stata siglata preventivamente una polizza con una copertura simile. Anche questo caso è molto probabile e ci saranno probabilmente diverse cause civili di conseguenza, soprattutto per quei casi in cui non è stata siglata una copertura assicurativa.

Infine, se non si è in possesso dei requisiti per accedere ai benefici fiscali, il recupero dell’imposta dovuta sono a interamente a carico del contribuente. Questo scenario sarà sicuramente discusso e ci si aspetta degli interventi volti a mitigare questa possibilità.

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